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Ancora Futurismo?

Antonio Spagnuolo

Non saprei pronunciarmi, oggi che mezzo mondo è in guerra o muore letteralmente di fame, tra operazioni politiche quasi sempre negative, internazionali , attentati in nome di religioni traballanti , cataclismi e terremoti,  rileggendo l’affermazione di Marinetti che suona letteralmente : “guerra sola letteratura del mondo.”!

Nitidi segnali di mutamenti, sostenuti da riflessioni meta poetiche, o la capacità di restare fedeli ai presupposti di una trasformazione, forte, urgente, implicita e vibratile, diventano ancora per l’uomo della strada una sorta di incitazione a cambiamenti sospirati e mai conquistati, pur nel divenire, sempre acceso al mutare del sentimento e della ricerca.

E se “guerra” è il solo incipit per ogni trasformazione quale destino attende il fare poetico ?

La scrittura poetica, così come ogni manifestazione artistica che sia di notevole interesse, rompe l’isolamento dell’io ed invita al recupero del tempo, un’alterità che può essere mantenuta dal rapporto, nei confini di una pagina, nei limiti dell’opera, ove suoni e voci allestiscono  la scenografia del tempo che trascorre , scomponendo lo scivolare delle polveri esplosive tra senso e senso.

La poesia in genere è sempre il frutto di un’incontro o di uno scontro tra l’io sprovveduto e assetato ed il mondo , agguerrito o sonnolento, tra l’io e la storia, con le occasioni multiple che ci condizionano o ci disorientano. Un rincorrere le trasformazioni che l’artista propone e cerca di realizzare per poter urlare a tutto fiato.

Continuità del flusso del linguaggio e densità della rete, che si dispone tutto intorno alla pagina, propongono il mistero sempre vivo della poesia, che vive del fecondo narrarsi, scandendo l’isolamento o la solitudine che lo scrittore incontra, entrando ed uscendo con disinvoltura dal sipario di ogni testo, per portare alla luce gli accordi scelti con preziosa cura ed essere costantemente sul filo delle pieghe.

Numerose le implicazioni del fare poetico, incentrato molto spesso sulle esperienze del vissuto quotidiano, o al comporsi del destino, o ancora all’ordinamento dell’ascolto, esecuzioni nelle quali si intravede il sogno del dicibile, e delle rivelazioni, il cui significato si svela nel rischio della evocazione. Alcuni aspetti formali ed alcuni elementi di contenuto proseguono e si approfondiscono nel tempo, come scavo ed interrogazione, focalizzandosi sempre sul reale, sulla natura carnale della vita e della parola stessa; in una frazione temporale, capace di riscoprire i territori per inventare una intensa registrazione emblematica. Dall’altro canto però il poeta svolge la sua ricerca espressiva in più direzioni, sempre partendo dal suo misterioso isolamento ai limiti di una spiaggia, ove le onde e l’isciacquio diventano musica e ritmo insistente.

Questa sorta di accanimento definitore non si esprime per mezzo di un linguaggio geometrico e lineare, bensì sceglie la forma più difficile e improbabile per svolgere un ragionamento, ossia  quella dei legami analogici tra la realtà che si vuol descrivere ed una serie di immagini che si sviluppano in successione e scaturiscono l'una dall'altra, secondo una strutture a climax.. E' come se il “senso del verso” si sdoppiasse: da un lato l'indagine ragionativa, dall'altro una creazione ininterrotta e  multiforme di piani della realtà ognuno dei quali riflette l'oggetto indagato, lo trasforma e ne suggerisce nuovi potenziali significati.

Quando un nuovo furore si abbatterà sulle capacità della scrittura allora saremo intrappolati involontariamente nella rete delle intuizioni. E cosa potremmo intravedere o prevedere per un possibile sovvertimento della parola all’interno del panorama multiforme e multicolore di Internet ? Oggi che la pressione delle lingue internazionali si è fatta determinante, pesante, ingombrante e raspa ogni tentativo di espressione, la rete intrappola mille diverse capacità di relazionarsi con la parola scritta o memorizzata.

Questa nuova capacità di interagire sarebbe senza alcun dubbio una firma collettiva impastata per il futurismo. Ma le proporzioni mondiali stanno repentinamente mutando per cerchi concentrici, che avvolgono sia occidente che oriente, mentre la globalizzazione sta portando rischiose e pericolose svolte nel vissuto, difficilmente correggibili nel montaggio di illusorie neo proposte.

Gli intellettuali dell'avanguardia hanno avuto un atteggiamento sdegnoso e aristocratico nei confronti della realtà comune e dei valori classici e tradizionali. Ricercando l'originalità a tutti i costi, l'irrazionalismo inteso come esaltazione dell'ebbrezza di vivere momenti di fugace appagamento, l'esaltazione della tecnologia, della società capitalistica. Questi motivi sono ancora oggi coerenti con il nuovo gusto di un pubblico avido di novità, che contesta i valori tradizionali? Quella che si impose come un'organizzazione politica, culturale, editoriale con un'ideologia che tendeva a diventare un “costume di vita”, si organizzò come una scuola ben definita. Le famose “serate” d'incontro col pubblico nei teatri: l'elemento spettacolare, legata alla recitazione dei testi, giungeva al coinvolgimento diretto del pubblico spingendolo qualche volta anche alla rissa.

E’ la illusione dell’uomo quella che sia facile comunicare. Non sempre attenti a quel che si dice, e dimorando costantemente nella pretesa di porci al di là di noi stessi, prescindendo dallo specifico argomento del discorso, è una presenza simbolica, che concorda sia con un’idea (presto abbandonata) di poesia di rottura, sia con l’austera presenza di un clima approssimativo. Una presenza che è stata spesso erroneamente confusa con la conoscenza infinita, mentre mette a profitto l’approfondimento e l’amore del poeta per una metafisica forse irraggiungibile.

 

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Attualmente i temi sono quelli di sempre, ma nell’ultima poesia, e forse non soltanto in quella, prevale il senso del vuoto che tutto pervade, ossia i segni di un malessere contemporaneo e non solo personale che fanno parlare di un nobile tentativo di poesia politica – forse solo un’eco – per un mondo che si autodistrugge, a cui il poeta dedica la sua povera forma di resistenza etica.

Il pensiero è quello pulsante e scarnificato del sempre rinnovabile, capace di toccarci, perché fa passare il suo intreccio fra i sensi scarnificati. La complessità e la consistenza del corpo, del singolo o della società, possono essere materia che ci aiuta l’altrimenti insostenibile leggerezza dell’anima, vagamente unita al filo che unisce ricostruzioni storico-sociali. L’etica è cosciente della nostra insufficienza  verso una verità fenomenologica provvisoria ed assoluta. L’etica si offre come semplice sopravvivenza di costume.

 

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L'appoggio dato ai movimenti nazionalistici e al fascismo; l'amore per la violenza e la rissa; l'atteggiamento spregiudicato e ultramodernista, le iniziative, numerose e rumorose, che il futurismo diffuse in breve tempo in tutta la penisola italiana, espandendosi poi ai vari paesi europei, resero incandescente ogni opera artistica. Il manifesto del futurismo: Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerarietà. Il coraggio, l'audacia, la ribellione saranno elementi essenziali della nostra poesia. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un'automobile in corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo… un'automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia è più bella della vittoria di Samotracia. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita . Bisogna che il poeta si prodighi, con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali. Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!...Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte…risuona oggi alquanto sorpassato dal maturarsi di nuove espressioni.

Si tratta in realtà di un aspetto decisamente interessante proprio in relazione alla caratteristica “globalizzante” della visione Futurista del mondo, che segna uno straordinario punto di rottura con le materie tradizionali che i linguaggi dell'arte usarono fino a quel momento. Con essi nasce il recupero e la decontestualizzazione di materiali artistici, la contaminazione e lo “sdoganamento” culturale di forme d'arte ( come la pubblicità e il design ) che dichiarano la loro natura creativa e in qualche modo sovversiva.


Questo aspetto ( peraltro presente anche in altri movimenti artistici del tempo) è probabilmente generato dall'irrompere nella quotidianità di tutti gli effetti della rivoluzione industriale, ma sono i Futuristi a coglierne una particolare suggestione estetica, e ad esserne affascinati non tanto per le implicazioni di massa quanto per relazioni individuali.

 

Il termine futurismo sottolineava il carattere di un movimento proiettato verso il futuro. Pur con contraddizioni, ambiguità, contrasti interni il futurismo presentava tutte le caratteristiche dell'avanguardia: aggressivo e movimentista, ha un programma di vita, di azione, di eversione e cerca di abbracciare ogni aspetto della vita pratica e artistica (arte totale).

Oggi  non c’è bisogno della testimonianza per sottolineare il significato di cultura in generale, mentre l’incultura imperversa nella maggioranza della gioventù, né la rivoluzione emoziona il singolo in una severa provocazione intellettuale , fuori da una costante e dialettica partecipazione. La lezione lascia aperte alcune finestre alle quali adagiare una sensata o diabolica provocazione, per regole accettate o condivise, rispetto al quadro d’ombra proiettato in una sorta di ambiguo campo magnetico, che è o potrà divenire il tentativo di compromesso poetico, irriverente, irriducibilmente ribelle, intransigente.

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