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Gli anelli di Saturno - Per il meglio

Alessandro Gaudio

18. Per il meglio

Saturno 18 1

 

Si possono armonizzare le linee guida dei grandi sistemi? Sebald se lo chiede ripetutamente e ho l'impressione che tale domanda abbia un senso maggiormente compiuto se la si ponga in relazione alla funzione che il celebre scrittore tedesco attribuisce alla letteratura (e che, in generale, potrebbe attribuirsi all'arte). Sarebbe proprio la letteratura, in sostanza, a rivelare la misura utile per rapportarsi all'apparato complesso della realtà, a trovare il tempo in cui «ogni cosa sia disposta per il meglio» (alla luce di ciò, è interessante leggere alcune suggestioni che caratterizzano C'è una cometa in cielo, adesso reperibile all'interno della raccolta Soggiorno in una casa di campagna,già citata in precedenza, p. 19).

Tale funzione risulta evidente se si considera, ad esempio, il modo in cui Sebald riutilizza ai propri fini (o, è la medesima cosa, per il meglio) i frequenti riferimenti all'astronomia, nonché alle carte planetarie, agli almanacchi, ai martirologi, alle effemeridi (come nel caso dello scritto appena citato); da questi − come anche, lo si è detto, dalle mappe geografiche, dalle fotografie, dai ritagli di giornale, dalle riproduzioni di dipinti − egli desume un composto familiare che consenta di leggere più agevolmente l'ordinamento superiore della realtà, le ampie distanze, i luoghi sconosciuti dello spazio, i grandi fatti storici, le più importanti questioni filosofiche.

Saturno 18 2

Si tratta di una prospettiva, che altre volte si è definita eccentrica, che consentirebbe di cogliere quell'«insondabile rapporto [...] fra le liti domestiche di due coniugi in Svevia e la disfatta di un intero esercito in mezzo ai flutti della Beresina» (p. 23). I viaggi di Sebald riguardano proprio la ricerca di quella singolare combinazione, di quel gradiente inatteso mediante il quale si arriva a spiegare come nel «perfetto meccanismo delle sfere» (p. 25) si possano ritrovare le angosce e i turbamenti di tutti i giorni.

Si è già parlato, del resto, di quanto per Sebald sia importante l'irrilevanza, il dettaglio insignificante e umano, l'errore: ecco, si tratta di una prospettiva di falsificazione che, però, prima di rivelarsi (di svelarsi nel miglior modo possibile, cioè per il meglio), passa da calcoli impervi che impediscono di sostenere con assoluta certezza «se scrivere accresca in noi la saggezza o la follia» (Gli anelli di Saturno cit., p. 193). è persino banale arrivare ad apprendere che la letteratura sia assimilabile a un universo parallelo e, tuttavia, è proprio mediante quel rapporto così ovvio (e falso) che grazie a essa instauro con la realtà (vera) che riesco a risalire a quella sua diversa sfumatura e, nello stesso tempo, a capire il suo riflesso antitetico. Non posso coglierla se mi attengo alle regole; è nella crepa dell'immagine (quale sarà la relazione che, in Das ungeschriebene Gebot, il comandamento non scritto dipinto da Tripp, lega lo sgombro comune alle mani chiuse?) o, se si preferisce, nello spazio bianco che trovo al di là del suo senso esplicito; è questo il punto in cui la scienza, la ricerca, lo studio − cui faccio riferimento e di cui mi servo − si contrae, è il momento in cui sto per perdere il lume della ragione, o quello in cui essa vibra proprio per il carattere impreciso del mio vagare.

E allora per venire a capo della realtà o per tentare di spiegare il funzionamento della storia è necessario chiarire come ciò che sto pensando e facendo in questo momento si congiunga (e, forse, si sovrapponga) a un principio naturale insano, ripetitivo, privo di meta, «[...] senza né sopra né sotto» (Secondo natura cit., p. 61) e dunque illogico, che porta dritto alla conclusione che le linee guida dei grandi sistemi non si possono armonizzare; a meno che − aggiunge Sebald −, per arrivare a comprendere quell'ordine superiore, non mi serva del respiro affannoso e incerto della letteratura. è ciò che accade in un notevole passaggio (p. 35) della prima parte di Secondo natura, dedicata al pittore tedesco Matthaeus Grünewald:

 

[...] Con tintinnare di sonagli

s'annuncia festa solenne, è Pentecoste,

la piena delle acque

s'approssima, spumeggianti

si uniscono i pianeti

della Casa dei Pesci, l'astro

rosso entra in congiunzione

con Saturno, il segno

dei contadini, e un fuoco fantastico

risplenderà quando, in quel futuro

che prossimo s'annuncia,

un miserabile arruffone verrà riconosciuto

come il Messia Septentrionalis.

 

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