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Antonio Spagnuolo, Misure del timore, kairòs, 2011

Tiziano Salari

Sotto il titolo di Misure del timore, Antonio Spagnuolo ha raccolto una antologia poetica dai volumi pubblicati tra il 1985 e il 2010.Se la misura è un rapporto di grandezza e il timore uno stato d’inquietudine e di turbamento determinato dall’attesa di un male o di un bene incerto, e questo timore ricopre lo spazio di tempo di venticinque anni, e di una decina di libri poetici, significa che Spagnuolo ha posto il fare senso della sua esperienza creativa sotto il segno di diversi stati proporzionali rispetto a quel male o a quel bene incerto che consiste nel dare un senso, attraverso la scrittura, alla nostra avventura esistenziale.Candida (1985) è immerso nella cura del presente, si tratti di raccogliere le impressioni di un viaggio in Francia o di altri affanni quotidiani.(“Melania”).Una poesia, “Timore”, sembra sospesa nell’incertezza di un soggetto trattenuto al di qua di una scelta, in un racconto/impigliato nelle dita,di un piede attardato per questo balbettio.(p.18)Anche Dieci poesie d’amore & una prova d’autore (1987)costeggiano il vago timore di un sentimento che crea una cornice intorno all’oggetto d’amore, da cui viene tagliato fuori il resto del mondo, ma in cui lo stesso oggetto d’amore sfuma nell’indeterminatezza come un’ombra volubile e assoluta.(p.38) Infibul/azione (1988)è la prosecuzione del libro precedente. Il soggetto poetico, reclino su se stesso, medita sulla complessità e perplessità del suo desiderio fino al declino e alla memoria delle “Tracce”(p.48) lasciate dalla sua vulnerabile entropia.Anche Dietro il restauro (1993) e Attese (1994) volgono intorno all’amore, tra piaceri e dispiaceri, solitudini e comunioni.La mia solitudine s’incurva/nel bicchiere/ai confini della mente/con il dolce rondò delle parole/segretamente disdette alle tue labbra.(p.51)Anche Rapinando alfabeti (2001),Corruptions (2004),Per lembi (2004)sono poesie d’amore, ma, in un certo senso, di un amore appagato e assediato dalla cura quotidiana e dall’inesorabilità del volgere del tempo. E, Fugacità del tempo (2007)prende atto di una trasformazione, nel soggetto poetico,innanzi alla porta della vecchiaia, e quasi di fronte a un’avvisaglia di morte. Il cimitero è qui,è qui a due passi,/ed il tempo approda alla vecchiaia/nella forsennata poesia del mio terrore. Così è preannunciato il motivo di Fratture da comporre (2009)e Misure del timore (2010)che,nel gioco disperato della vita che sfugge,cercano di ricomporre un senso , tra nostalgia di slanci giovanili e disincanti, alla narrazione di un’esistenza consumata tra intimità amorose e poesia. E nelle Misure del timore il soggetto poetico, come se fosse entrato nel regno dell’uniformità (Così plagiamo i giorni in uno sguardo/che consuma le attese…)esorcizza la fine nell’assegnare proporzionalmente una misura al timore della morte, in una prosecuzione con l’al di qua. L’ultima lacrima rimane sigillata/nel presagio di un nome, il nome Tuo,/che comprende il bagliore della Tua nudità/oltre la Croce. E tutto ciò si chiama ugualmente amore, così come morte e riso o lacrim, e poesia.

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